Centro storico di Crucoli

Luoghi


  • Piazze e strade
  • Via Roma, Crucoli, Crotone, Calabria, 88812, Italia

Descrizione

Centro storico di Crucoli


Crucoli capoluogo sorge su una collina distante dal mare circa sei chilometri, circondata dai monti della Sila e da altri monti, tra cui il monte Elo, e si estende dal golfo che va da Punta Alice alle foci del fiume Nicà. Diverse e controverse sono le teorie sull’origine del nome “Crucoli”e della sua fondazione; deriverebbe da “Curùculum”, che significa “posto sul cucuzzolo”, o ancora da “Ocriculum”, “piccolo monte”, diminutivo di Ocris; entrambi in ogni caso vanno ad indicare la sua posizione.

Circa la sua fondazione, molti storici hanno dato versioni e supposizioni differenti; secondo alcuni, Crucoli sarebbe uno dei sette centri bretti, che avrebbe fatto parte, per alcuni secoli, del Giustizierato di Valle Crati e Terra Giordana, poi della provincia di Calabria Citra Nethum, con capoluogo Cosenza, quindi dall’1 Maggio 1816, con altri 22 comuni al di sopra del Neto, formò la provincia di Calabria oggi l’insieme delle province di Catanzaro e Crotone; secondo altri, era un borgo medievale sorto in epoca normanna, affermazione basata sulla constatazione che non sussistono elementi bizantini di rilievo. Cuore del centro storico è la piazza Di Bartolo attorno alla quale si dipanano le vie principali e le più caratteristiche “rughe” e rioni come “Portella” e “Scaccera”, la strada “Lamanna”, via S.Maria, via S.Pietro, il “Fosso”, il “Cozzo”.

L’abitato è uno dei pochi che ancora conserva le caratteristiche dei vecchi borghi; casette addossate tra loro con tetti spioventi, viuzze che si intersecano e si snodano sotto archi e scale esterne, palazzi con portali d’ingresso ad arco con fregio centrale e il maestoso Castello che sovrasta l’abitato. Negli ultimi mesi, sono già state poste, nei vicoli e nei rioni situati intorno al castello, 100 artistiche targhe in terracotta con soprascritti alcuni proverbi appartenenti alla tradizione popolare crucolese a cura dell’Assessore alla Cultura Giuseppe Barberio, tratti dalla raccolta Crucuddru beddru, pajisu nostu che lo stesso autore ha pubblicato nel 2000. E’ possibile leggere le suddette targhe, semplicemente passeggiando per le vie del paese lungo due percorsi che riguardano prevalentemente le tematiche dell’amicizia e delle pari opportunità uomo-donna. E’ un’operazione che serve ad un duplice scopo: si riscoprono, specie per le nuove generazioni, le nostre radici culturali rinnovandole anche criticamente alla luce della pur discutibile modernità e si offre a tutti, in particolare al turista che vorrà visitare il nostro centro storico, l’immagine di un “Paese Amico”, attento alle esigenze degli altri e pronto al dialogo ed all’accoglienza, valori assoluti che, specialmente oggi, sono indispensabili ed ineludibili per una civile convivenza.

Photo credit: Calabria Straordinaria

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